Winnie-Mandela, la madre controversa della nazione sudafricana

Winnie-Mandela, la madre controversa della nazione sudafricana

La morte di Winnie Mandela segna la fine di un’era.

Nomzamo Winifred Zanyiwe Madikizela è nata nel 1936 a Bizana, nella provincia del Capo Orientale. Assistente sociale di professione, è diventata immagine impavida e risoluta di fronte al brutale apparato di repressione del Sudafrica dell’Apartheid, con la sua lotta, il suo attivismo politico ha fornito grinta e motivazione ad una nazione che lottava contro l’oppressione.

Winnie è stata una combattente per la libertà, volto pubblico, per tutti i 27 anni di detenzione  di Nelson Mandela. Nell’ombra del suo pugno alzato, ha sollevato una nazione. Da quel 1936, quando Mandela fu imprigionato a seguito del processo di Rivonia, Madikizela-Mandela divenne il volto pubblico della lotta del marito contro l’apartheid . Per queste ragioni Madikizela-Mandela sarebbe stata posta sotto sorveglianza e arrestata più volte dalla polizia dell’apartheid.  Nel 1969, trascorse 491 giorni in isolamento nella prigione centrale di Pretoria.  La sua resistenza, il suo attivismo politico avevano attirato l’attenzione globale, facendola diventare  uno dei volti più importanti del movimento anti-apartheid.

Anche dopo la su scarcerazione  Winnie ha continuato a subire le molestie della polizia, portata via dalla sua casa di Soweto, fu esiliata nella cittadina di Brandfort, dove ha vissuto per otto anni, rifiutando la possibilità di lasciare il Sudafrica per lo Swaziland , continuando  a far politica  tra i residenti di quella cittadina. Nel 1985, dopo che la sua casa di Brandfort fu incendiata, sfidò gli ordini del governo e tornò alla sua casa di Soweto.

Qui fonderà il Mandela United Football Club, i cui membri sono stati le sue guardie del corpo. Negli anni a venire, Madikizela-Mandela apparirà in seguito davanti alla Commissione per la verità e la riconciliazione (TRC) per rispondere alle accuse di tortura, rapimento e uccisione di Stompie Moeketsi Seipei, per le quali è stata condannata la sua ex guardia del corpo Jerry Richardson.

Nel 1993, Winnie-Mandela fu eletta presidente della ANC Women’s League e un anno dopo, con il nuovo Sudafrica democratico,  fu nominata al Parlamento dove divenne vice ministro delle arti, della cultura, Scienze e tecnologia.

Si sapeva che Madikizela-Mandela si era opposta all’approccio riconciliatore  che Mandela e il suo gruppo dirigente avevano assunto nel  post-apartheid. La sua decrescente tolleranza per il progetto di riconciliazione culminò nel suo licenziamento dal Gabinetto nell’aprile 1995 per aver presumibilmente sfidato gli ordini presidenziali e seminando divisioni attraverso le sue continue critiche al governo. È stato solo nel 2007 che Madikizela-Mandela avrebbe fatto ritorno alla politica dopo essere stata condannata per frode nel 2003 e dimettersi da tutte le posizioni di comando nell’ANC.

Nonostante la sua reputazione “contaminata”,  Nomzamo Winifred Zanyiwe Madikizela-Mandela è ricordata dai sudafricani come “la madre della nazione”.

Hamba kahle Mkhonto!

 

 

libera traduzione di TimeForAfrica da Dineo Bendile Mail&Guardian