Un porto sicuro per la Sea-Watch

Un porto sicuro per la Sea-Watch

3 gennaio 2019, sono trascorsi 13 giorni dal soccorso in mare di 32 persone salvate dal naufragio. Nessun porto sicuro in cui far sbarcare, accogliere e curare queste sfortunate persone che fuggono da situazioni di violenza, fame o semplicemente emigrano alla ricerca di nuove opportunità.

Nessun Paese del Mediterraneo, a cominciare da questa Italia dominata dalla cattiveria politica, vuole far sbarcare 32 persone che in questo momento sono a rischio, date le loro precarie condizioni di salute. Nessuna voce dall’Unione Europea, tutti sordi….. per cui non ci resta che alzare la voce. Fare in modo che tutte le persone che credono nei valori del rispetto dei Diritti Umani, della Democrazia, dell’Accoglienza facciano sentire le loro voci e la loro indignazione per questa mancanza di Solidarietà e Umanità nel confronto dei più deboli dei più poveri.

Un nastro Blu come il colore della Sea-Watch con il suo carico di esseri umani ramingo per il Mediterraneo alla ricerca di un porto sicuro.