Sudan, per capire. Incontro con Irene Panozzo

in seguito all’incriminazione e al conseguente mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità nei confronti del presidente Omar al-Beshir.Si tratta di un tema di attualità su cui Time for Africa vuole richiamare l’attenzione per le enormi conseguenze che la decisione della Corte Penale Internazionale (Cpi) dell’Aja, pronunciata lo scorso 4 marzo, potrebbe avere sulla stabilità dell’area e sugli equilibri politici tra Nord e Sud Sudan, usciti solo quattro anni fa da più di vent’anni di conflitto.

Restano numerosi i nodi irrisolti che riassumono in sé rischi e speranze del paese più grande dell’Africa.

Ci si chiede, infatti, che cosa potrebbe significare l’incriminazione di al-Bashir per il Darfur o quali saranno le reazioni dei gruppi ribelli di fronte a una misura che in parte legittima la loro guerra. Sono questi i principali interrogativi che pesano sul futuro di un ricco territorio africano come il Sudan e su quello della sua popolazione,già messa a dura prova da lunghi anni di guerre.

Irene Panozzo è una giornalista e analista freelance che da più di dieci anni si occupa della storia e della politica del Sudan, su cui ha scritto due libri: “Il dramma del Sudan” (EMI, 2000) e “Sudan” (Editori Riuniti, 2005). Da poco rientrata da un periodo di
ricerca nel paese, la giornalista proporrà delle chiavi di lettura sui fatti delle ultime settimane e su quelli che potranno essere i prossimi sviluppi
.

Ricordiamo che questa incriminazione è la prima che la Cpi pronuncia contro un Capo di Stato in carica. Una decisione che Khartoum considera un complotto dell’Occidente, volto a
destabilizzare il più grande paese africano, ricco di petrolio. Una decina di organizzazioni umanitarie, accusate di collaborare con la Cpi, sono state espulse dal paese e lo scorso mercoledì tre operatori umanitari, tra cui un italiano, sono stati
sequestrati.