Mozambico: un ventennio di democrazia

Mozambico: un ventennio di democrazia
Un ventennio di democrazia. Il Mozambico tra successi, limiti e nuove sfide

a cura di Luca Bussotti e Umberto Marin
Editore: Bookabook ; 400 pagine, 18 euro

Puoi richiedere una copia all’indirizzo progetti@timeforafrica.it con uno sconto del 15%

Politica, economia, cultura, tradizioni religiose, agricoltura, diritti umani, filosofia e letteratura, infine cooperazione italiana. Questo e altro è possibile trovare nelle circa 400 pagine di questo libro, unico nel suo genere, anche se un volume con la stessa ispirazione era stato pubblicato a
cura di Luca Bussotti e Severino Ngoenha, nel 2006, presso l’editore L’Harmattan Italia di Torino.

Questa volta il pretesto, per così dire, di un nuovo libro sul Mozambico, con la presenza di autori giovani e più esperti, italiani, mozambicani e anche brasiliani, con testi scritti in italiano e in portoghese, è venuto dal compimento di venti anni di democrazia di questo paese africano, ex-
colonia portoghese e oggi al centro di interessi (multi)nazionali su gas, carbone, diamanti e petrolio, ma ancora fra i più poveri al mondo. In realtà, le prime elezioni libere del Mozambico sono avvenute nel 1994, e l’idea di questo libro da parte dei due curatori è maturata esattamente intorno al 2014. Il processo di identificazione degli autori, sparsi per i quattro angoli del mondo, i tempi di redazione e di pubblicazione, hanno poi fatto sì che il volume potesse uscire soltanto adesso, nel 2018. A causa di questo disfasamento, alcuni degli articoli presenti nell’opera sembrano non attuali, o meglio, non del tutto aggiornati rispetto agli avvenimenti in corso. Tuttavia, tutti gli articoli mostrano una profonda conoscenza del paese, nonché uno spirito critico che non è difficile trovare in studiosi che affrontano il tema del Mozambico.

Lo spirito critico appunto, è quel che più dovrebbe essere valorizzato di questo libro: che va al di là dei “miti” costruiti su questo paese, sia da parte della comunità internazionale occidentale, che del governo del paese (che mai ha cambiato colore politico, interdipendenza ottenuta nel 1975 fino a oggi), quali quello della “mediazione perfetta” da parte della Comunità di
Sant’Egidio e dello Stato italiano, associato al successo della cooperazione italiana negli anni successivi, della “buona democrazia” instaurata grazie a processi elettorali tutto sommato ragionevolmente trasparenti e della crescita economica accelerata. Ecco, questo libro smentisce,
mediante testi ben strutturati, i vari “miti” diffusisi a proposito del Mozambico, cercando di offrire un panorama maggiormente aderente alla realtà.

La mano dei due curatori si sente soprattutto in questa precisa scelta editoriale: Luca Bussotti è forse lo studioso italiano di maggiore esperienza e competenza rispetto alle questioni relative all’Africa lusofona, e in particolare al Mozambico, di cui ormai è anche cittadino. Non stupisce,
così come per molti altri studiosi di questo livello, che da anni si trovi a lavorare in università straniere, col totale disinteresse di quelle italiane. Umberto Marin ha vissuto per lunghi anni in Mozambico, come cooperante “critico”, mantenendo sempre col paese legami profondi, insieme alla gestione di micro-progetti di sviluppo che lo hanno messo a dura prova. Con la sua Time For Africa, Umberto Marin ha anche aperto una nuova strada di pubblicistica, negli ultimi anni, con pubblicazioni innovative e facendo opera di divulgazione sempre assai interessante e mai banale su temi africani, di cui il volume qui presentato costituisce l’ultima sfida.
Una sfida vinta in partenza, mediante l’esperimento del crowdfunding su questo libro, edito dalla milanese Bookabook, e disponibile in libreria sia per gli specialisti che per chi vorrebbe saperne un po’ di più su questo affascinante e contraddittorio paese che è il Mozambico.