Le disuguaglianze tra ricchi e poveri sono il frutto di scelte politiche

Le disuguaglianze tra ricchi e poveri sono il frutto di  scelte politiche

E’ stato presentato oggi il  report annuale  di Oxfam International sull’ineguaglianza, il neoliberismo economico origine di una titanica disparità tra miliardari e miliardi di poveri. Non solo dati e analisi, anche possibili soluzioni per le riduzioni delle disuguaglianze, in primis tassare gli ultra-ricchi per finanziare i servizi pubblici.

Oxfam Italia infatti ha tradotto il rapporto con il titolo “Bene pubblico o ricchezza privata?”

In sintesi:

  1. Le disuguaglianze sono un scelta politica. I governi hanno contribuito a creare la crisi della disuguaglianza e possono decidere di porre rimedio a tutto ciò.
  2. Le disuguaglianze sono fuori controllo. Le fortune dei miliardari sono aumentate di 2,5 miliardi di dollari al giorno nel 2018, mentre decine di migliaia di persone muoiono ogni giorno per mancanza di accesso alle cure. I servizi pubblici cruciali, come la salute o l’istruzione, crollano a causa della mancanza di fondi, colpendo principalmente donne e ragazze. I governi devono garantire che le persone più ricche partecipino attivamente applicando loro una giustizia fiscale che contribuisca alla riduzione della povertà.
  3. L’allocazione della ricchezza non è mai stata così concentrata nella vetta più alta. Il numero di miliardari è quasi raddoppiato dalla crisi finanziaria del 2008. L’1% più ricco ha conquistato il 45,6% della ricchezza prodotta nel 2018. Le nostre economie non funzionano più per la maggioranza, ma solo per i pochi privilegiati.
  4. Il modello neo liberale che poteva essere screditato e ricondotto sotto controllo negli anni della crisi del 2007-2008, continua ad essere ancora il modello di riferimento per l’élite politica ed economica. Questo dimostra mancanza di immaginazione e incapacità della politica nel suo insieme di concepire un altro modello economico alternativo al neoliberismo. Un altro mondo è possibile per costruire un’economia più umana, dove i ricchi contribuiscono di più alla giustizia fiscale, dove i salari ordinari siano in grado di far vivere in modo dignitoso le persone e dove il divario tra ricchi e poveri venga radicalmente ridotto.
  5. Il neoliberismo convive con  noi da quasi quarant’anni. Un modello economico ingiusto che, si spera, non regga più difronte alle rivolte popolari che anche nella nostra Europa cominciano a diventare visibili. E’ tempo di ricercare e trovare un modo più giusto per condurre un’economia a beneficio della maggioranza e non di una piccola minoranza.
  6. Vogliamo tutti la stessa cosa: vogliamo che i nostri figli abbiano una buona istruzione e un futuro sicuro, vogliamo un lavoro dignitoso che paghi uno stipendio dignitoso, vogliamo avere un medico se ci ammaliamo. Ma le economie di oggi stanno negando a miliardi di persone questi principi basilari. Se i governi lavorano per l’interesse della maggioranza, se investono in salute e istruzione, se si assicurano che le aziende paghino salari dignitosi, se proteggono l’ambiente, allora la rabbia e il risentimento che alimenta il populismo non esisterebbe. Il pericolo è che, piuttosto che affrontare questi cambiamenti indispensabili, troppi politici sono alla ricerca di capri espiatori: i rifugiati, l’Unione europea, la Cina.
  7. Sono trascorsi cinque anni da quando Oxfam ha lanciato l’allarme su queste drammatiche disuguaglianze. La maggior parte dei leader politici non ha fatto nulla per affrontare questa emergenza democratica. Ciò che è cambiato è la rabbia e la frustrazione della popolazione. Se queste estreme disuguaglianze persistono, e i governi continuano il “business as usual”, il sentimento di rivolta crescerà contro le politiche tossiche e divergenti. Corea del Sud, Tailandia, Sierra Leone hanno già aumentato le tasse nei confronti dei ricchi per investire nei servizi pubblici. Purtroppo sono i soli.
  8. E’ fondamentale investire in servizi di base per ridurre il divario tra i più ricchi e i più poveri, tra uomini e donne. Educazione per le donne, questo significa meno matrimoni precoci, meno bambini, meno violenza domestica. Gli investimenti sono importanti e paesi poveri come l’Etiopia, che hanno dovuto educare altri 15 milioni di bambini negli ultimi 15 anni, dimostrano che ciò è possibile.
  9. La povertà estrema si sta intensificando nell’Africa sub-sahariana. I nuovi dati mostrano anche che la povertà colpisce gran parte dell’umanità, con poco meno della metà della popolazione mondiale (3,4 miliardi di persone) che vive con meno di $ 5,50 al giorno.
  10. Il rapporto sulle disuguaglianze globali nel 2018 ha rivelato che tra il 1980 e il 2016, l’1% delle persone più ricche del mondo ha conquistato il 27% della crescita del reddito, contro il 12% per i più poveri che rappresentano il 50% dell’intera popolazione del pianeta. La liberalizzazione delle finanze ha avuto un impatto terribile sulla vita delle persone; ha provocato la crisi del 2008, ha creato una rete di paradisi fiscali a favore dell’evasione e dell’elusione fiscale per le multinazionali e i più ricchi.

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