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Cosa direbbero Fela Kuti, Saro-Wiwa e Chinua Achebe della Nigeria di oggi

nigeria cartina

16 febbraio 2019, tutto era pronto per le elezioni presidenziali in Nigeria. Un grande appuntamento democratico nonostante l’elevato tasso di insicurezza soprattutto nelle zone del nord del Paese. A poche ore dall’apertura dei seggi il Comitato Elettorale nazionale, che sovraintende al processo elettorale, ha bloccato e rinviato di una settimana l’appuntamento elettorale.
La Nigeria, la nazione più popolosa dell’Africa e probabilmente la più grande economia del continente, è in crisi elettorale dopo la decisione della commissione elettorale di rinviare di una settimana le elezioni presidenziali previste per il 16 febbraio.
Le elezioni sono sempre un buon momento per celebrare la democrazia, ma anche per riflettere su ciò che il paese è diventato dopo la lotta per l’indipendenza dalla Gran Bretagna coloniale nel 1960. Cosa avrebbero detto oggi tre delle icone culturali più celebrate della Nigeria di fronte alla situazione politica delle Nigeria di oggi.
Il musicista Fela Anikulapo-Kuti,  il romanziere Chinua Achebe e lo scrittore e attivista Ken Saro-Wiwa.
Cosa potrebbero dire del loro paese se fossero vivi?
Le tematiche che hanno perseguitato la Nigeria post coloniale, sono le stesse che le sue icone culturali avevano messo in luce allora. La corruzione, il tema della salute, i sistemi educativi, per non parlare della profonda immoralità di alcuni che si definiscono custodi della religione e della politica, sono tuttora presenti anche se indubbiamente la Nigeria ha fatto molta strada negli ultimi decenni.
Fallimento della leadership
Il romanziere più acclamato dell’Africa, Achebe, ha articolato i guai della Nigeria nel suo libro “The Trouble with Nigeria”. Il suo giudizio: “Il problema della Nigeria è semplicemente ed esattamente un fallimento della leadreship. Pochi nigeriani non sarebbero d’accordo. Il paese è prolifico nel produrre leader con discutibili competenze cognitive la cui saggezza distorta li costringe ad avanzare ostinatamente all’indietro.
E chi potrebbe dimenticare Ken Saro-Wiwa? Era un autore, produttore televisivo e attivista ambientalista, che guidò una campagna contro la multinazionale del petrolio nella sua regione natale, il delta nigeriano, che provocò gravi danni ambientali. Il 10 novembre 1995 fu giustiziato dalla dittatura militare di Sani Abacha per la sua campagna nonviolenta. Ha anche scritto un libro, “Sozaboy”, che ha sottotitolato “A Novel in Rotten English”: “Per molti nigeriani, il loro paese è marcio”. È come il racconto incomprensibile di Saro-Wiwa, raccontato in vernacolare da un figlio prodigo senzatetto, di origine sconosciuta, in un momento di insofferenza in una città non specificata.
Cosa direbbe Fela Kuti
Ma, ammettiamolo, il problema con la Nigeria risiede anche nei suoi cittadini. Il defunto re dell’Afrobeat, Fela Kuti, li ha descritti come “Follow Follow”.
In un capitolo nell'”African Political Arena”, l’autore, profondo conoscitore di Fela, ha scritto: “Fela visse e morì un iconoclasta politico impegnato e costante irritante nei confronti della leadership politica in Nigeria […] (ma) Fela non si occupava solo di sfidare la leadership politica. Ha anche ammonito i suoi compatrioti e gli africani in generale per essere non fermi di fronte alla dilagante corruzione sistemica, e non mettere in discussione l’inettitudine flagrante dei loro leader e il cattivo governo“.
Nei testi di alcune delle sue canzoni, in particolare “Mr. Follow Follow” (https://www.youtube.com/watch?v=0nklCXMEj8k), dice:
Zombie, Original Suffer Head, Authority Stealing, Shufering e Shmiling, Insegnante Non insegnarmi sciocchezze, Vagabondi in potere e dolore, Lacrime e sangue, Fela era critico con i nigeriani che semplicemente guardano come i loro leader sperperano le fortune della loro nazione“.
Fela morì nel 1997. Ma la sua analisi e caratterizzazione dei seguaci nigeriani rimane pertinente. Questi sono cittadini che votano per politici screditati e li restituiscono abitualmente al potere. Gli stessi cittadini non sosterranno mai la nuova generazione di leader non miliardari con il potenziale di far uscire la Nigeria dall’unità di terapia intensiva politica ed economica. E anche di fronte ai vecchi capi di razza che sovvertono il paese con la corruzione, il nepotismo e la leadership inetta, gli stessi cittadini scelgono di rimanere docili. Deglutiscono la loro disperazione con equanimità spirituale.
Ma è anche vero che la Nigeria ha ancora uomini e donne di visione che sono imbevuti della forza d’animo, della tenacia e dell’assertività per riscattare il loro paese dai “Vagabondi al potere”, come Fela etichettava i leader della Nigeria della sua era.
I messaggi politici nelle canzoni e nei testi di Fela sono un costante richiamo alla leadership corrotta e poco lucida della Nigeria. I nigeriani non potevano esternalizzare realisticamente la soluzione ai loro problemi nei cieli. Questo, mentre sono sfortunatamente “Shufering e Shmiling” in qualche aspettativa di intervento divino per liberarli dalla loro situazione e dalla loro miseria.
La Nigeria, come Fela l’ha vista, non dovrebbe essere governata dai leader politici di “Zombi” per sempre. Ecco perché ha raccomandato che spettasse ai suoi cittadini alzarsi e

fare qualcosa per questa assurdità

Libera traduzione di TFA dal testo di
Uche Onyebadi pubblicato su "The Conversation"
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