Children in a digital world. Rapporto 2017 sullo stato dell’infanzia nel mondo.

Children in a digital world. Rapporto 2017 sullo stato dell'infanzia nel mondo.

Le condizioni dell’Infanzia nel mondo 2017: L’accesso alla tecnologia: la nuova disuguaglianza dei bambini

E’ stato presentato il 12 dicembre il rapporto UNICEF sulle condizioni dell’Infanzia nel mondo 2017.

Il report mostra le enormi lacune nell’accesso a Internet nel mondo, che generano tra le altre cose, differenze nell’istruzione e nell’accesso al mercato del lavoro. Il mondo digitale con tutti i suoi vantaggi – dall’informazione infinita con un semplice clic, alla comunicazione immediata – non raggiunge tutti allo stesso modo,  soprattutto i giovani e i bambini. L’ accesso alla rete può fare la differenza tra esclusione sociale e pari opportunità. Se non verranno messe in atto soluzioni utili e adeguate, si accentuerà il livello già esistente tra i paesi più sviluppati e quelli meno sviluppati. Questo è quanto avverte oggi l’ UNICEF nella sua relazione annuale “The State of the World’s Children 2017: Children in a Digital World”.

Alcuni dati

  • A livello globale, le persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono la fascia di età più collegata. Il 51 per cento della popolazione totale è regolarmente connesso a Internet, rispetto al 48 per cento della popolazione totale.
  • Un terzo dei minori di 18 anni ha accesso a Internet in tutto il mondo.
  • Il 29% dei 15-24 anni (346 milioni di persone) non ha accesso a Internet.
  • Ciò è particolarmente vero nel continente africano, dove il 60 per cento dei giovani non può collegarsi a Internet. In Europa questa percentuale è ridotta al 4%.
  • Tra il 2012 e il 2017, circa 100 milioni di bambini sono stati connessi per la prima volta a Internet.
  • Il 56% dei siti web mondiali sono in inglese, il che significa che i bambini con lingue minoritarie o senza risorse per imparare l’ inglese, come seconda lingua,  non possono trovare contenuti rilevanti per la loro istruzione.
  • Vi è anche disuguaglianza di genere in questo tema: in paesi come l’ India, il numero di donne che si connettono a Internet non raggiunge nemmeno un terzo di tutti gli utenti.

I paesi in cui i bambini e gli adolescenti hanno meno accesso si trovano in questo continente, così come altri territori come lo Yemen, l’ Iraq e l’ Afghanistan, dove la digitalizzazione è limitata da conflitti armati esistenti o recenti. “Il mondo tecnologico si sta muovendo molto rapidamente, è uno dei  settori in cui è possibili muoversi più rapidamente per garantire l’accesso alla rete ovunque”. Promuovere strategie di mercato che favoriscano l’ implementazione di aziende tecnologiche, ottenere il supporto delle aziende che forniscono l’ accesso a Internet agli enti locali, con  la realizzazione di connessioni pubbliche alla Rete, sono alcune delle misure che l’ Unicef propone per ridurre questo divario. “L’ obiettivo è molto chiaro: non lasciare nessuno indietro. E’ un mandato universale che riguarda tutti: governi, aziende e università”, dice Blanca Carazo, del comitato Unicef spagnolo.

L’ organizzazione individua quattro vantaggi che risulterebbero dalla massiccia diffusione delle nuove tecnologie:

  1. migliorare la qualità dell’ istruzione.
  2. la possibilità di accedere a strumenti e informazioni che consentano ai giovani di cercare nuove soluzioni ai loro problemi.
  3. una nuova economia con maggiori opportunità di lavoro per i giovani.
  4. una migliore assistenza di emergenza.

Nel continente africano vi sono molti esempi dei passi compiuti verso la digitalizzazione. Un esempio citato nella relazione è il campo profughi di Danamadja nel Ciad meridionale, dove non c’ è biblioteca e i bambini usano i loro telefoni cellulari per compiti a casa. Anche gli incubatori di imprenditorialità sono fiorenti da anni; esistono numerose piattaforme digitali che migliorano lo sviluppo e promuovono l’ innovazione, come Ushahidi, e vari tentativi di modernizzare il sistema sanitario in diversi paesi.