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ADUA l'ultimo libro di Igiaba Scego

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Igiaba Scego, Adua Editore: Giunti  pp. 192, 13 euro
L’autrice sarà presente  a Udine il 7 maggio per l’inaugurazione della Biblioteca dell’Africa, ore 17,30 via Cesare Battisti 7/A.
Il giorno 8 maggio   2016 ore 10,00 , sempre a Udine nella chiesa di San Francesco per un confronto dal titolo ” Quando i carnefici siamo noi” con Filippo Focardi e  Chiara Volpato
 
qui la recensione di Recensione Libri
Di cosa parla Adua di Igiaba Scego

Il libro Adua di Igiaba Scego, pubblicato in Italia dalla Giunti, è un romanzo che mette a confronto due storie, tra Roma e la Somalia.

Le due voci fanno parte della stessa famiglia: da un lato quella di Adua, discendente di generazioni di indovini, una ragazza che dalla Somalia è immigrata in Italia durante gli anni Settanta portando con sé solamente il sogno di fare cinema, dall’altra quella del padre che a Magalo, la sua città, durante gli anni Trenta faceva da interprete durante il Fascismo.

Entrambi amano l’Italia conosciuta inizialmente attraverso le storie dei libri e dalle cartoline che mostrano un Paese splendente, molto diverso dal loro, che in seguito hanno conosciuto da vicino. Adua lascia la Somalia con il desiderio di diventare un’attrice, ma l’unico ruolo che riesce a ottenere è in un film a luci rosse che segnerà il suo animo di vergogna, il padre, invece, lo fa per inseguire il suo sogno di libertà.

Tra lei e il padre c’è un rapporto conflittuale,lui non ha mai saputo ascoltarla e lei non gli ha mai saputo parlare. È come se la ragazza avesse rinnegato tutto, il suo passato e la sua famiglia per sfuggire alla realtà e vivere il suo sogno, ma il tempo passa, lei diventa adulta senza che il suo cuore sia realmente in pace: è ancora confusa, tanto da desiderare di tornare a casa.

Ormai in Somalia la guerra civile è passata e si costruisce il futuro ricco di speranza. “Nel 1991 è scoppiata la guerra civile nel mio Paese. Nel 2013 sta scoppiando la pace” è questo che dice Adua, è questa la verità, ma ha paura che il sogno s’infranga, che il suo Paese la possa deludere e continua a parlare con l’elefante di Bernini che si trova in una piazza di Roma.

Grazie alle voci dei due protagonisti scopriamo la loro storia, quella legata a un Paese devastato dal conflitto, in cui non c’è giustizia, ma solo devastazione, verso cui, però, il suo popolo ha bisogno di tornare per vivere appieno la loro libertà.

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